Archive for marzo, 2010

26
mar

Preti pedofili impuniti, il Vaticano sotto accusa

   Posted by: okkasione    in Coscienza

Il Vaticano è al centro di accuse per le vicende di diversi casi di abusi sessuali su ragazzi compiuti da religiosi rimasti impuniti.
Il quotidiano New York Times ha dedicato ampio spazio alla vicenda di un prete che negli Usa abusò di oltre 200 bambini e che per anni non fu perseguito dalle autorità religiose. Un’accusa a cui nel pomeriggio l’Osservatore Romano ha risposto dicendo che non c’è stata “nessuna insabbiatura”.
Il New York Times, in un articolo corredato sul proprio sito web da un servizio multimediale in cui svela documenti della Chiesa appena resi pubblici nell’ambito di una causa legale, dice che malgrado le ripetute denunce di arcivescovi americani un sacerdote — morto 12 anni fa — che abusò di 200 bambini sordi è rimasto impunito per decisione delle autorità vaticane, tra le quali l’allora cardinale Joseph Ratzinger.
Il Vaticano ha replicato all’accusa con una dichiarazione ripresa oggi nel bollettino quotidiano di padre Federico Lombardi, secondo cui le leggi ecclesiastiche non impediscono di denunciare tali abusi alle autorità giudiziarie e che nel caso, che ha riguardato padre Lawrence Murphy dell’arcidiocesi di Milwaukee, la Congregazione per la Dottrina della Fede fu informata solo vent’anni dopo dell’inchiesta svolta a metà degli anni Settanta dalle autorità civili, che finì con l’archiviazione.

“NESSUN INSABBIAMENTO”
“Sul caso di padre Murphy non vi è stato alcun insabbiamento”, scrive l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede. “Trasparenza, fermezza e severità nel fare luce sui diversi casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi: sono questi i criteri che Benedetto XVI con costanza e serenità sta indicando a tutta la Chiesa”.
Secondo l’Osservatore, l’operato di Papa Ratzinger “evidentemente è temuto da chi non vuole che si affermi la verità e da chi preferirebbe poter strumentalizzare, senza alcun fondamento nei fatti, episodi orribili e vicende dolorose risalenti in alcuni casi a decine di anni fa”, come ha fatto, precisa, il New York Times, reo di avere l’”evidente e ignobile intento di arrivare a colpire, a ogni costo, Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori”.
In base a quanto riportato dal quotidiano americano, che ha allegato online tutta la documentazione sul caso, la corrispondenza interna tra i vescovi del Wisconsin ed il cardinale Ratzinger dimostrerebbe che mentre i prelati si scontravano sull’opportunità di far dimettere il sacerdote, la loro principale preoccupazione era quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo.
Il caso riguarda un prete americano, Lawrence C. Murphy, che lavorò in un rinomato istituto per bambini sordi tra il 1950 e il 1974. Ma è solo uno delle migliaia di casi segnalati nei decenni dai vescovi al Vaticano, alla Congregazione per la Dottrina della Fede retta dal 1981 al 2005 dal cardinale Ratzinger.
Secondo il quotidiano, Ratzinger nel 1996 non diede risposta a due lettere dell’arcivescovo di Milwaukee dell’epoca, Rembert G. Wakland. E otto mesi dopo, il suo secondo in grado, il cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, diede ordine ai vescovi del Wisconsin di istituire un processo canonico segreto che avrebbe portato alle dimissioni di padre Murphy.
Ma Bertone, scrive ancora il quotidiano Usa, bloccò il processo dopo che padre Murphy scrisse di persona a Ratzinger, protestando che non avrebbe dovuto essere processato perché si era già pentito ed era in cattive condizioni di salute, e il caso andava oltre i limiti dello statuto della Chiesa stessa.
NESSUNA SEGNALAZIONE, PECCATO NASCOSTO
Il New York Times scrive che i documenti non contengono una risposta da Ratzinger e afferma di averli ottenuti dagli avvocati di cinque persone che hanno intentato quattro cause legali contro l’arcidiocesi di Milwaukee. E che la Chiesa si è battuta per tenerli segreti.
Il quotidiano scrive ancora che non solo padre Murphy non fu mai sottoposto a procedimenti disciplinari da parte della Chiesa, ma che ebbe anche un via libera da parte della polizia e degli inquirenti che ignorarono le denunce delle sue vittime. E che tre successivi arcivescovi nel Wisconsin, informati degli abusi commessi dal prete, non segnalarono mai nulla alle autorità giudiziarie e civili.
Padre Murphy, ricorda ancora il giornale, invece di subire procedimenti disciplinari fu trasferito dall’arcivescovo di Milwaukee alla diocesi nel nord Wisconsin nel 1974, dove trascorse 24 anni lavorando liberamente con bambini in parrocchie, scuole ed un centro di detenzione giovanile. Morendo nel 1998, quando era ancora un sacerdote.
Il quotidiano osserva inoltre che padre Lombardi enfatizza il fatto che né il Codice della Legge Canonica né le regole del Vaticano istituite nel 1962 vietano alle autorità ecclesiastiche di segnalare episodi di abusi sui minori alle autorità civili. Ma non spiega perché non sia mai avvenuto in questo caso.
Sempre oggi, a Roma, quattro esponenti dell’associazione vittime di abusi commessi da preti (Snap) hanno inscenato una manifestazione di protesta, chiedendo al Pontefice di togliere i segreti sulle vicende di preti pedofili in tutto il mondo e di allontanare immediatamente tutti i “preti predatori”.
I quattro hanno esposto foto che li ritraggono da bambini, e cartelli con la scritta “Basta alla segretezza ora”.
[Fonte:http://it.reuters.com/]

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Sanguinosa aggressione contro il piantone della caserma dei Carabinieri di Agrigento. Alessandro Ottaviani, psicolabile di 30 anni, alle 16,40 è entrato nela caserma Pistone con un coltello da sub, fendendo quattro coltellate contro un CC.
Il gesto folle è stato così spiegato dallo stesso giovane subito dopo il suo arresto: “MI sento perseguitato dagli alieni e dai militari…”
Beh la domanda sorge spontanea…e se fosse vero?

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14
mar

Programmazione neuro linguistica per capire la verità

   Posted by: okkasione    in Coscienza

Guardate con attenzione questo video. Secondo voi dice la verità? A chi ha un minimo di conoscenza di P.N.L. la risposta è ovvia…

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13
mar

Il pane lisergico della CIA

   Posted by: okkasione    in Tempo

Secondo un giornalista americano, nell’agosto del 1951 l’agenzia avrebbe aggiunto dell’LSD nelle baguettes vendute in Francia a Pont-Saint-Esprit per condurre degli esperimenti sul controllo della mente
Il 16 agosto del 1951 il villaggio di Pont-Saint-Esprit venne colpito da un’improvvisa follia generale. La cittadinanza non riusciva a spiegarsi razionalmente per quale motivo taluni abitanti fossero presi da un’insana follia, caratterizzata da evidenti stati allucinatori. Si registrarono diversi casi anomali quel giorno: un ragazzo di 11 anni cercò di strangolare la nonna; un uomo, convinto d’avere le ali, si lanciò dal secondo piano, gridando al cielo “sono un aereo” e fratturandosi entrambe le gambe; un paziente era sicuro che il proprio cuore fosse fuoriuscito dal torace e imprecava contro il medico, affinché lo rimettesse a posto; in ospedale alcuni pazienti si dimenavano come indemoniati sui letti mentre gridavano di veder spuntare dal proprio corpo fiori rossi. Quelli elencati sono solo i casi più eclatanti e singolari, nonostante tantissima gente si senti male quel giorno o visse stati allucinatori della coscienza. All’epoca si concluse che questi fenomeni psichici erano determinati dal pane ingerito da quanti avevano avuto allucinazioni e che era stato distruibuito da un panettiere locale. Si supponeva che il “pain maudit” (pane maledetto, nda), com’era stata battezzato dall’opinione pubblica perché produceva pazzia temporanea in chi lo ingeriva, fosse stato contaminato con un fungo della segale oppure con del mercurio.

GLI ESPERIMENTI DELLA CIA SUL CONTROLLO MENTALE – Oggi il giornalista investigativo H.P. Albarelli Jr avanza la teoria che il “pane maledetto” del 1951 sia stato corretto con dell’acido lisergico dagli agenti della CIA, la quale in quel periodo conduceva degli esperimenti sul controllo della mente. Dopo la guerra di Corea gli americani avevano avviato un vasto programma di ricerca sulla manipolazione mentale dei prigionieri e delle truppe nemiche, programma entro il quale ben s’inserisce la vicenda del “pain maudit”. Il giornalista si è imbattuto in alcuni documenti interessanti mentre indagava sulla misteriosa morte del biochimico Frank Olson, dipendente del SOD (Special Operations Division, divisione per le operazioni speciali dell’esercito americano che ha sede a Fort Detrick nel Maryland) caduto dal 13° piano di un appartamento due anni dopo gli eventi di Pont-Saint-Esprit. Secondo quanto emerso dai documenti a provocare le allucinazioni sarebbe stata la contaminazione del pane con dietilamide (la D di LSD, nda). Tra l’altro gli scienziati che avevano avanzato l’ipotesi del fungo della segale o del mercurio erano dipendenti della svizzera Sandoz Pharmaceutical Company (che ha relazioni sia con la CIA sia con l’esercito statunitense) e proprio una nota, che trascrive una conversazione tra un agente della CIA ed un funzionario della Sandoz, rivela il “segreto di Pont-Saint-Esprit”: nulla c’entrano le muffe con l’accaduto, ma l’unico responsabile è l’LSD. Per Albarelli la vera “pistola fumante” è stato un documento della Casa Bianca inviato ai membri della Commissione Rockefeller fondata nel 1975 per indagare sugli abusi della CIA, ove si fa riferimento al caso del “pane maledetto” e si ammette anche che l’esercito americano avrebbe drogato oltre 5.700 militari americani tra il 1953 e il 1965, ignari degli esperimenti che erano condotti su loro stessi.

LA RABBIA DELLA POPOLAZIONE LOCALE – Molti abitanti di Pont-Saint-Esprit a distanza di oltre 50 anni vogliono conoscere con precisione quali siano stato le reali cause che hanno portato ad una follia incontrollata e generalizzata la popolazione locale. Alcuni cittadini, come Charles Granjoh di 71 anni, sono convinti che l’esperimento fosse “volto a controllare una rivolta popolare”. Più semplicemente qualcuno dichiara al settimanale francese Les Inrockuptibles “Ho quasi tirato le cuoia, vorrei sapere perché”.

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